Fiume Sinni sorgente, foce, affluenti
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Fiume Sinni sorgente, foce, affluenti

Il fiume Sinni è uno dei più importanti corsi d’acqua del Sud Italia. Si trova nella regione Basilicata e attraversa la provincia di Potenza e la provincia di Matera. Nasce dall’unione dei fiumi Sarmento e Basento nella località di Monte Cotugno, nel Parco Nazionale del Pollino. Da qui, il fiume si snoda per circa 94 chilometri prima di sfociare nel Mar Ionio, presso la città di Policoro.

È un fiume che scorre attraverso un territorio ricco di storia e cultura. Lungo le sue sponde si trovano numerosi borghi e città antiche, come Rotonda, Valsinni e Craco, che conservano ancora oggi tracce della civiltà lucana e della presenza greca e romana.

È stato a lungo un importante mezzo di trasporto per i prodotti del territorio, come il legname e i prodotti agricoli. Oggi, invece, il fiume rappresenta un’importante risorsa per il turismo e per la pesca sportiva.

È alimentato da numerosi affluenti, tra cui il fiume Agri, il fiume Sele e il fiume Basento. Quest’ultimo è uno dei principali tributari del Sinni e nasce dalla catena montuosa dell’Appennino lucano. Il fiume Basento ha un corso lungo circa 150 chilometri e attraversa le province di Potenza e Matera, prima di unirsi al Sinni presso Monte Cotugno.

È lungo 94 chilometri e ha un bacino idrografico di circa 1.800 chilometri quadrati. Il fiume è caratterizzato da un corso tortuoso e da una portata d’acqua variabile, che dipende dalle precipitazioni e dalla stagione. In primavera, infatti, il fiume può raggiungere livelli molto alti, mentre in estate la portata d’acqua diminuisce sensibilmente.

Il canale rappresenta un’importante risorsa per la regione Basilicata, non solo dal punto di vista turistico e della pesca sportiva, ma anche come fonte di energia idroelettrica. Infatti, lungo le sue sponde sono presenti diverse centrali idroelettriche che sfruttano la forza delle acque del fiume per produrre energia pulita.

In conclusione, questo posto rappresenta una delle principali attrazioni della regione Basilicata, grazie alla sua bellezza paesaggistica, alla sua storia e alla sua importanza per l’economia del territorio. Il Sinni è un fiume che merita di essere scoperto e preservato, per continuare a garantire benefici alle comunità locali e ai turisti che lo visitano ogni anno.

Le principali località lungo il Sinni : cosa vedere

Il fiume Sinni bagna diverse località della regione Basilicata, ognuna delle quali offre ai visitatori la possibilità di scoprire tesori nascosti e bellezze naturali uniche.

Una delle località più interessanti è sicuramente Rotonda, un grazioso borgo medievale che si affaccia sulle sponde del fiume. Il centro storico di Rotonda conserva ancora oggi l’antico impianto a croce greca, con le numerose chiese e i palazzi nobiliari che si affacciano sulla piazza principale. Da non perdere la visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta e alla Torre dell’Orologio, simbolo della città.

Un’altra località di grande fascino è Valsinni, un antico borgo che si trova sulla riva sinistra del fiume. Valsinni è nota soprattutto per il suo castello, che domina dall’alto l’intero paese. Il Castello di Valsinni risale al XII secolo e conserva ancora oggi numerose testimonianze del passato, tra cui la sala del trono e la torre d’ingresso.

Craco è invece una località molto suggestiva, situata sulla collina di fronte al canale. Il paese è stato abbandonato negli anni ’60 a causa di una frana che ne ha compromesso la stabilità, ma conserva ancora oggi un fascino unico, grazie alle sue case in pietra e alle strette viuzze che si snodano tra le case. Craco è stata anche location di numerosi film e spot pubblicitari grazie al suo aspetto misterioso e mozzafiato.

Infine, non si può non menzionare Policoro, la località dove il corso d’acqua sfocia nel Mar Ionio. Policoro è una vivace città balneare, con numerose spiagge e lidi attrezzati che attirano ogni anno migliaia di turisti. Ma non è solo mare: Policoro vanta anche un patrimonio archeologico di grande rilevanza, con la necropoli di Herakleia e il museo archeologico nazionale della Siritide come principali attrazioni.

In sintesi, le località da lui bagnate offrono al visitatore un’esperienza unica, tra paesaggi mozzafiato e tesori storico-culturali di grande valore. Ognuna di esse merita di essere scoperta e apprezzata per la sua bellezza e la sua autenticità.

Accadde qui

Il fiume Sinni è stato teatro di numerosi avvenimenti storici e leggende che si sono tramandate nel tempo. Ecco alcuni dei più significativi:

– Nel 280 a.C. il fiume Sinni fu il luogo di una famosa battaglia tra i Romani e i Greci, durante la Guerra Pirrica. La battaglia di Heraclea ebbe luogo proprio sulle sponde del fiume e vide la vittoria dei Greci guidati dal re Pirro.

– Nel Medioevo il fiume fu teatro di numerosi scontri tra i feudatari locali, tra cui spicca la battaglia di Saponara del 1119. In quell’occasione si scontrarono le truppe del conte di Matera e le forze del vescovo di Tricarico, con la vittoria dei primi.

– Secondo una leggenda locale, sulle sue sponde apparirebbe ogni notte il fantasma di una ragazza vestita di rosso. Si racconta che la ragazza fosse innamorata di un pastore che la tradì, portandola alla morte per disperazione. Da allora il suo spirito vagherebbe sulle sponde del fiume in cerca di vendetta.

– Nel 1943 il fiume fu al centro di un episodio drammatico della Seconda Guerra Mondiale. Durante l’Operazione Achse, le truppe tedesche si ritirarono verso nord, distruggendo i ponti sul fiume per ostacolare l’avanzata degli Alleati. Ciò causò la morte di numerosi civili che si trovavano sulla sponda opposta del fiume.

– Nel 1980 il fiume fu protagonista di un importante evento ambientale. Il disastro di Seveso, che aveva causato la contaminazione di una vasta area della Lombardia, portò alla decisione di smaltire le sostanze tossiche in una discarica situata sulle sue sponde. La decisione causò molte proteste tra la popolazione locale e portò alla creazione del Comitato per la difesa del fiume.